Non asintoticamente stabile
Uno dei miei corsi preferiti in università é stato Automatica.
In Automatica ci si occupa di sistemi e come controllarli.
Ci sono un paio di idee interessanti prima di entrare nei dettagli, il concetto di disturbo e il concetto della stabilità.
u é l’ingresso, d é il disturbo, S é il sistema, y é l’uscita
Il disturbo
Il disturbo é una variabile del sistema che agisce su di esso e che non puoi manipolare direttamente.
Può avere varie forme ma quello che ci interessa è che interferisce con l’andamento del nostro sistema e che dobbiamo tenerne conto.
I disturbi sono una costante nella vita, un dato di fatto che va gestito.
Non asintoticamente stabile

I concetti delle tre stabilità mi sono rimasti impressi nella mente e hanno colorato il mio modo di pensare per anni.
Faccio un paio di disegni per spiegarlo velocemente.
Instabile significa che anche un piccola perturbazione (o meno addirittura) basta a causare enormi conseguenze.
La semplice stabilità invece è per me più interessante. Disturbi piccoli non hanno un effetto permanente, disturbi grandi invece cambiano lo stato del sistema in modo drammatico.
Il mio scopo é essere stabile, non asintoticamente.

Asintotica stabilità
Lo stoico (o il buddista asceso) é asintoticamente stabile.
Non importa lo stato del mondo attorno loro, la stabilità é a genesi interna e inamovibile.
Riesco a immaginarmi l’asintotica stabilità come l’ultimo cerchio in uno schema di una #macchina a stati finiti.
Faccio fatica a non romanticizzare questo stato, incredibile stabilità significa sicurezza ma non riesco ad immaginare un ambiente meno propizio alla nascita di qualcosa di nuovo.
Come l’ultimo punto di un disegno ormai completato e appeso.
Semplice stabilità
Le piccole variazioni nel nostro essere ci permettono di esplorare in modo non permanente vari stati d’animo e di meglio decidere la direzione da prendere.
L’abilità di evolversi é importante, cambiare in base agli stimoli esterni é cruciale.
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